IL SETTORE CHIMICO NON VA MOLTO BENE MA QUESTI 2 COMPARTI STANNO ANDANDO ALLA GRANDE

Era il 1967 quando in una celebre scena del film Il laureato, al giovane Dustin Hoffman veniva impartito questo consiglio: «Il business del futuro è la plastica».
Molto tempo è passato e oggi il settore della plastica e quello della chimica in generale è considerato generalmente “out”.

In realtà il settore chimico è molto frastagliato e in questi anni si è assistito a una forte concentrazione a livello mondiale (l’Italia che una volta con Montedison era considerato un campione è quasi sparita dai radar) di pochi grandi produttori oggetto di forti ristrutturazioni.

Il settore chimico si è poi specializzato in vari comparti come quello dei prodotti per l'agricoltura (fertilizzanti), petrolchimici e materie plastiche, prodotti chimici speciali e materiali da costruzione.

Il settore collegato alla plastica e petrolchimica sta cercando di diventare più verde ovvero sostenibile e soffre un calo della domanda di alcuni settori come quello automobilistico che già pre-Covid aveva imboccato una china discendente.
In questo settore esistono comunque comparti e tendenze interessanti e per esempio un settore considerato con grande interesse è quello legato allo sviluppo dell’idrogeno come tecnologia per il futuro.

I governi di tutto il mondo stanno investendo miliardi nella promozione di nuove tecnologie energetiche e l’idrogeno è considerato una sfida che si potrà vincere nei prossimi decenni per raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Oggi questa tecnologia non è certo competitiva se si parla di idrogeno “verde” (ovvero non proveniente da fonti legate a idrocarburi) ma fra qualche anno se tutti questi investimenti andranno a buon fine è possibile che lo diventi e sui mercati finanziari le società che si stanno dedicando a questa tecnologia hanno già raggiunto valutazioni anche stellari non conseguendo utili (e talvolta nemmeno vendite). In confronto ancora abbordabili sono le società meno “pure” e più diversificate come Air Liquide o Praxair Linde (in Italia c'è la nostra "piccola" SOL che è in parte presente mentre SNAM RETE GAS sta conducendo degli esperimenti promettenti sull'utilizzo come un mix di idrogeno al 5% e gas naturale nella propria rete di trasmissione.)

Due grandi specialisti di gas industriali, AIR LIQUIDE e PRAXAIR che operano comunque anche in questo settore e controllano l'intera catena dell'idrogeno dalla produzione alla liquefazione e dallo stoccaggio alla distribuzione e rifornimento di carburante dei veicoli a idrogeno. 


Un altro comparto del settore chimico che si è rivelato interessante in questi anni è quello legato alla produzione di fragranze e aromi. Specialisti globali e fornitori indispensabili per l'industria cosmetica e per la cura della persona, nonché per gran parte del settore alimentare. Le società sono poco conosciute in pubblico, e grazie agli elevati rendimenti e alle valutazioni del mercato azionario, i produttori sono attualmente le stelle dell'industria chimica.

I "magnifici quattro" del settore cono le svizzere Givaudan e Firmenich, il gruppo statunitense International Flavours & Fragrances (IFF) e il tedesco Symrise  

Una solida crescita organica e una serie di acquisizioni hanno dato al gruppo una crescita media delle vendite di circa l'8% annuo e un aumento altrettanto forte del reddito operativo dal 2013 per questo campione di società.



(parte di questo contributo è stato pubblicato sulle pagine economiche del quotidiano La Verità del 9 luglio 2020 nell'analisi settoriale settimanale)

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