Anno domini 2018

Ho passato gli ultimi 5/6 anni ad ascoltare quotidianamente da una fino anche dieci puntate di Podcast, di argomenti e generi diversi.

Educativi, culturali e di storie, di business e tecnologia, meno di sport e intrattenimento. 

Qualcuno di psicologia e crescita personale.


Questi miei ascolti sono inevitabilmente cambiati nel corso degli anni.

Ho amato Podcast che oggi non ci sono più e ascolto ancora puntate di produzioni che durano da 10 anni. 


Solo per citarne alcuni: dagli episodi Rai dei primissimi anni, Wikiradio, Ad Alta Voce, Alle Otto della Sera, alle ultime produzioni network (Storielibere, Gli Ascoltabili),  a quelli singoli o indipendenti (Quasidì, Vivi Podcast),  agli storici (Strategia Digitale, Digitalia).


Nell'anno in corso sono raddoppiate ma forse anche triplicate le pubblicazioni dei Podcaster nostrani. 


Non tutte sono buone. Non tutti i Podcaster hanno qualcosa di interessante da dire. Non tutti lo sanno fare bene.

Ma i Podcast italiani sono in salute. Il loro futuro prossimo roseo, un vasto orizzonte tutto da riempire. 


Trascinati dalla tecnologia sempre più Smart,  dalle barriere d'ingresso sempre più basse, la produzione e la fruizione dei Podcast sarà sempre più facile ed immediata. A volte ancora imperfetta. 


Prova a far partire un Podcast con Google Home o Alexa, le nuove frontiere della I.A. Ti risponderanno "picche".


I contenuti audio, a detta dei guru del settore, saranno il futuro dell'intrattenimento. Gran paradosso questo, considerato che parliamo di una tecnologia nata nel 2004.


Forse non tutte le produzioni migliori saranno gratis.  Colossi come Audible hanno deciso che anche da noi ci può essere  un mercato.


Produrre audiostorie, audio educativi e di business, giornalismo d'inchiesta può essere economicamente sostenibile solo se il risultato finale è eccellente.


Lavori come La Piena, i PodLast de La Stampa, Dentro la notizia di La Repubblica, L'Audiolibraio, Io sono il Cattivo di Radio24, sono solo i primi esempi di contenuti originali su piattaforma a pagamento.


Il lavoro buono va pagato, che venga dalla pubblicità o dagli abbonamenti, si vedrà in corso d'opera. 


Alcune sperimentazioni pubblicitarie  (Spreaker) sono in corso,  altre in abbonamento (Audible,  Storytell) sono incluse in pacchetti più articolati quali gli audiolibri. 


Per gli abbonamenti,  potrebbe verificarsi prossimamente  quanto succede ora allo  streaming video (Netflix, Amazon Video), ovvero dei buoni cataloghi di contenuti in piattaforme diverse.  


Potranno coesistere più abbonamenti mensili per l'ascolto di Podcast? Come sempre solo il mercato, ovvero il consumatore, deciderà il vincitore ma questa è un'altra storia.


Il futuro è già presente.  Io ci sono e spero di condividerlo con te.


Auguri di Buon Anno.



Fabio Crestale