Crisi di coppia: per saperne di più
La crisi di coppia è un momento di transizione.

Se vi trovate in questa sezione significa che state attraversando un momento destabilizzante nella vostra relazione, o siete interessati ad approfondire questo tema.

Forse vi sorprenderà, ma questo costituisce già di per sé un elemento positivo: siete stati in grado di ammettere l’esistenza di un problema che rischia di minare la vostra relazione e avete già fatto un primo passo verso un tentativo di risoluzione: lo state affrontando, guardando in faccia.

Le prime domande che dovremo porci saranno: Perché si crea il conflitto nella coppia? Che cosa lo origina? Perché un rapporto, che dovrebbe essere basato sull’amore e il benessere reciproco, finisce per farci soffrire?

Cercheremo di capire insieme quali sono le dinamiche che rischiano di minare la relazione nelle sue fondamenta.

Ecco i segnali più tipici da cui è possibile evincere una crisi nella coppia, in un ordine di “gravità” crescente :

  • Distacco, noia (Abitudinarietà, stanchezza, calo del desiderio sessuale, distanza emotiva e fisica, desiderio di evasione dalla quotidianità)
  • Chiusura (incompatibilità di opinioni, mancanza di ascolto e di dialogo, mancanza di supporto reciproco e collaborazione)
  • Ostilità (costante giudizio critico nei confronti dell’altro, ironia offensiva, mortificazione, violenza verbale, psicologica, anche fisica)

La mancanza di fiducia nei confronti del partner, una forte gelosia e l’eventualità di un tradimento, possono essere considerati tra i segnali più gravi di una crisi di coppia; tuttavia essi non rappresentano la causa, bensì il sintomo della crisi, la punta dell’iceberg di una serie di problematiche che non sono state riconosciute, o non sono state volutamente affrontate nel tempo.

Ciascuno di questi sintomi, esattamente come accade per le malattie del corpo, rappresentano dei messaggi che informano l’intero “organismo” del fatto che qualcosa non va.

In tal senso, la crisi rappresenta una grande opportunità, quella di farci accorgere che qualcosa non funziona più, che deve cambiare. Non a caso la stessa etimologia della parola “crisi” – derivante dal greco krisìs, che ha proprio il significato di “scelta” – ci rimanda alla necessità di prendere delle decisioni, di smuovere qualcosa, di operare un “taglio” là dove necessario.

Persino la circostanza di un tradimento da parte di uno dei due partner (o da parte di entrambi) andrebbe vista sotto questa luce.

Una crisi è dunque un momento di transizione, un segnale della necessità di operare un cambiamento.

È dunque importante mantenere alta l’attenzione al manifestarsi di questi segnali di crisi, saperli riconoscere, poiché essi ci indicano su che cosa dovremmo intervenire, che cosa dovrebbe essere rinnovato all’interno del rapporto.

Abbiamo parlato di sintomi. Quali sono invece le cause vere e proprie che innescano la crisi di coppia?

È possibile individuare alcune “macro-cause”:

1. Illusione e disillusione

Il passaggio dalla visione idilliaca e idealizzata dell’altro, propria della fase dell’innamoramento, alla realtà della condivisione quotidiana, che ci fa vedere l’altro nella sua reale “umanità”, può far cadere le illusioni iniziali che erano state proiettate sul partner e generare delusione (“non sei come pensavo”, “non ti riconosco più”).

Tutto ciò che non è stato chiarito esplicitamente all’inizio della relazione, rimanendo sottinteso, finisce per essere dato per scontato, con il rischio che ciò generi la percezione di un tradimento nei propri confronti. Ad esempio, se uno dei due partner non dovesse mettere in chiaro sin dall’inizio il fatto di non avere intenzione di sposarsi, di andare a convivere o di avere dei figli, il risultato sarebbe quello di far sentire l’altra persona tradita, poiché la questione è stata “rivelata” all’improvviso e dopo troppo tempo.

2.Dipendenze affettive

Uno dei due partner risulta eccessivamente attaccato alla famiglia d’origine, o non ha risolto delle situazioni familiari; questa dipendenza affettiva può ripercuotersi negativamente sul rapporto di coppia, non consentendo lo sviluppo maturo della relazione.

3.Eventi traumatici

Un lutto, una grave malattia, finanche una forte difficoltà finanziaria, possono rivelarsi i motivi scatenanti di una crisi. I due partner non riescono a far fronte individualmente all’evento traumatico, non riuscendo a sostenerne psicologicamente l’impatto, e così l’unità della coppia si sfalda progressivamente.

4.Incapacità di evoluzione personale e mancanza di progetti comuni

Un altro caso che può determinare la crisi di coppia è quello in cui uno dei due partner decida di intraprendere un percorso di crescita personale, operando dei cambiamenti nel proprio stile di vita. Nel caso in cui l’altra persona non dovesse a sua volta sentire la necessità di intraprendere un tale percorso (non necessariamente il medesimo), i rischi per la coppia potrebbero essere molteplici: l’altro potrebbe sentirsi “lasciato” indietro, abbandonato, sviluppare invidia o risentimento o semplicemente non riconoscere più la persona che le sta accanto, percependo, nuovamente, un senso di tradimento.

La crisi può infine dipendere da una discordanza dei rispettivi progetti di vita, o dalla loro totale assenza. La mancanza di una progettualità comune potrebbe dissolvere l’unità della coppia, portando gradualmente i due partner a intraprendere strade diverse.

Ciò che può risolvere o aggravare la crisi è, molto spesso, la modalità stessa con cui la si affronta.

La crisi di coppia può infatti esprimersi in maniera evidente, attraverso litigi manifesti, oppure attraverso una tacita ostilità. Non si riesce a vedere o ad accettare l’esistenza di un problema e si preferisce nasconderlo sotto il tappeto; si punisce l’altro in silenzio, si accumula rancore, si rinuncia al confronto, alimentando in tal modo le convinzioni individuali e aumentando l’incomprensione reciproca.

Decidere di “lasciar correre” può rivelarsi la scelta peggiore; questo atteggiamento può infatti causare un accumulo di malessere che rischia poi di esplodere violentemente.

Non dobbiamo mai considerarci spettatori passivi del nostro rapporto di coppia, ma creatori attivi.

Siamo disposti a intraprendere un percorso di accettazione dell’altro? Siamo pronti a riconoscere che la coppia è composta da un “noi”, che da senso di unità, ma anche da due individualità differenti che si confrontano?

Dovremmo infine domandarci se teniamo di più al rapporto autentico con quella persona, o piuttosto all’idea della relazione di coppia in sé. Ci si sta sforzando di rimanere insieme per amore o per paura di rimanere soli?

Meglio affrontare una separazione, certamente dolorosa, o continuare una relazione che ci fa star male, ma che ci da in qualche modo sicurezza?

Forse, in tal caso, sarà necessario chiedersi se si è effettivamente capaci di concepirsi come un individuo autonomo, in grado di affrontare l’eventualità della fine della relazione.

La crisi di coppia può e deve essere considerata un momento importante per coloro che la sperimentano. Essa non ci dice solamente che qualcosa deve cambiare nella nostra relazione, ma anche qualcosa di importante su noi stessi come individui: forse sono cambiati i nostri bisogni, i nostri progetti, i nostri desideri. La crisi ci spinge a verificare se la persona che abbiamo al nostro fianco vorrà accompagnarci in questo cambiamento, se può accettarlo e farne parte.

“È più facile capire quando l’amore comincia che quando finisce.”
(Roberto Gervaso)