Fobia? Paranoia? Mania?
 
 

 "Le mie urla non hanno importanza" Alessandra Perna

Sono anni che racconto, in solitaria ridotto all'anonimia, sempre la stessa maledettisima storia quella del paria che attraverso la parresia  vuole uscire dallo stato di minorità, denunciando l'innominabile, il capro espiatorio che attanaglia la Repubblica nata dalla resistenza. Lo stato d'eccezione contro il terrorismo  è diventato regola di buon governo portato avanto dalla sinistra dell'austerità fuori dalle leggi di Dio e degli uomini è una forma di un nuovo totalitarismo democratico. Una guerra la mia anarchica, senza  battaglia alla ricerca della luce e della libertà per uscire fuori dal tunnel della mercificazione tecno-capitalista. L'effeto scompagina e destituisce il potere di questi personaggi da inquisizione che si aggirano con il veleno in bocca pronti a tutto pur di dimostrare che il Re è nudo. Ora queste novelle camicie rosso/brune sono in cerca d'autore visto che il loro padrone la mano invisibile è in catelessi, racchiusi in un limbo con il loro manuale Cencelli sono pronti a tutto pur di spofondare nel fango nel fondo del barile per trovare qulache dollaro in più, la redenzione come gli aveva predetto il loro santone Jacob Frank avviene attraverso il peccato. Tutto questo è fobia? Paranoia? Mania di persecuzione? O forse un avvelenamento, una guerra psichica e fisica un trattamento sanitario illegale da parte dello Stato e dei suoi sevizi e del secondo livello dei social frankisti, durati anni un intera vita ormai nuda.