Il segreto della felicità di coppia
 
Il rapporto di coppia felice: chi non ha mai desiderato conoscere il segreto della felicità di coppia?

Se vi trovate in questa sezione significa che una parte di questo “segreto” probabilmente è già nelle vostre mani…

Vediamo insieme quali dovrebbero essere le caratteristiche essenziali per un rapporto di coppia felice, sano e duraturo.

Ebbene, quando parliamo d’amore – non di innamoramento – dovremmo rassegnarci al fatto che non esistano segreti, formule definitive o decaloghi che possano sostituire un impegno reciproco, fatto di dediche, di attenzioni quotidiane e costanti nei confronti della persona amata, unico vero nutrimento di un rapporto che voglia svilupparsi in maniera sana e duratura nel tempo.

Abbiamo voluto operare una distinzione tra l’amore di coppia già consolidato e l’innamoramento, vediamo perché.

Lo scrittore Francesco Alberoni, autore del celebre saggio “Innamoramento e amore”, lo descrive come lo stato nascente del sentimento amoroso, che rischia però di naufragare nel momento in cui i due amanti non si rivelino in grado di costruire un progetto di vita comune, o comunque di concepire progetti individuali che risultino compatibili tra loro. Infatti, come sa bene chi vive, o ha vissuto, un rapporto di coppia felice, solido e gratificante, l’amore può (e deve!) essere coinvolgimento, slancio passionale, in una sua prima fase; tuttavia, affinché esso si mantenga nel tempo, ha bisogno anche di costruzione quotidiana, di una continua ri-progettazione di se stesso.

Il senso di unità tra i due partner va curato e alimentato costantemente, come un fuoco che ha bisogno di essere mantenuto vivo dopo lo sviluppo della scintilla iniziale.

Come vedremo tra poco, in ogni rapporto di coppia è presente una rete multidimensionale di fattori, reciprocamente interconnessi e ugualmente importanti per lo sviluppo positivo della relazione.

Una buona intesa e una disponibilità a valorizzare le caratteristiche specifiche dell’altro sono prerequisiti essenziali affinché il rapporto di coppia possa svilupparsi al meglio. In questa fase iniziale del rapporto troviamo la famosa scoperta delle “cose in comune”, quelle di cui parla il cantautore Daniele Silvestri nel suo brano omonimo:

E allora ti chiedo, non è sufficiente?
Cos’altro ti serve per esserne certa
Con tutte le cose che abbiamo in comune
L’unione fra noi non sarebbe perfetta?
Cos’altro serve? Non bastano il senso di complicità, la reciproca intesa fisica, emotiva e mentale, il condividere interessi, gusti e – perché no – anche valori e ideali?

Con il procedere della relazione, ci si rende presto conto che tutto ciò non è sufficiente, ma è necessaria anche una “direzionalità”, una capacità di andare oltre il piacere momentaneo di godere della reciproca compagnia, individuando una convergenza – non necessariamente una completa comunanza – di piaceri, desideri e progetti, sviluppando cioè la capacità di riuscire a immaginare un futuro che coinvolga la presenza dell’altro.

Il senso di unità, che una coppia felice vive nei momenti di profonda intesa reciproca, dovrebbe essere mantenuto anche durante gli inevitabili momenti di difficoltà e incomprensione.

La capacità di confrontarsi prevede che, anche nel caso di una discussione accesa o di incompatibilità di visioni, si sia sempre disposti ad ascoltare l’altro, anche se ciò che viene detto potrebbe, sulle prime, suscitare un atteggiamento di opposizione. Riconoscere che l’altro possa avere un punto di vista diverso dal nostro, anche diametralmente opposto, significa riconoscere la sua specificità come individuo, con una propria storia, delle esperienze e una visione personale del mondo. In parole povere, significa riconoscere la soggettività dell’altro. Il problema non è l’entrare in conflitto, cosa che può ragionevolmente accadere in un rapporto, ma il rifiutarsi a priori di vedere l’altro e le sue ragioni, il negare la sua specificità soggettiva.

Comprendere il valore della soggettività specifica della persona che si ha davanti ci renderà in grado di proporre le nostre argomentazioni, il nostro punto di vista, senza negare quello dell’altro, ma andando piuttosto ad arricchirlo, con la possibilità – perché no – di arrivare a condurre dolcemente l’altro verso nuove visioni, di se stesso, del rapporto di coppia e del mondo.

Riconoscersi a vicenda come due individualità uniche è un elemento essenziale per poter costruire un progetto di vita comune, che proceda nel pieno rispetto delle libertà reciproche, così come dei rispettivi piaceri e desideri, che vanno ascoltati e valorizzati. Ciascuno di noi ha un percorso esistenziale del tutto esclusivo, fatto della propria storia personale, della qualità delle proprie relazioni, delle proprie scelte, del proprio modo unico e irripetibile di stare al mondo.

Confrontarsi nei progetti significherà quindi coinvolgere e lasciarsi coinvolgere all’interno del “mondo” dell’altra persona, gioendo dei suoi successi, interessandosi alle sue passioni, ascoltando e partecipando ai suoi piaceri e incoraggiando la realizzazione dei suoi desideri; significherà procedere uniti, l’uno al fianco dell’altro, sostenendosi nei rispettivi percorsi realizzativi personali.

Chi ama davvero non ha paura di camminare con l’altra persona lungo questo percorso, che si fonda sulla capacità di immaginare chiaramente il futuro desiderato insieme; così come sul piacere di godere delle reciproche libertà, senza timore di un eventuale abbandono, dell’ansia di possesso, di desiderio di potere sull’altro.

L’esperienza ci insegna che amare non significa guardarsi l’un l’altro, ma a guardare insieme nella stessa direzione
(A. De Saint Exupèrey)