Mefistofiles
 
A Mefistofele piace la carne


Magra e sottile

E il grasso bianco e la cenere

Fuocosa 

Iride biancastra incastonata nella corona

Santa parsimonia del tempo

Tacita attrazione vorticosa di veli

Onda calma sul viso, sorridente alba

Fastoso e intrepido invito,

Efesto tradito e solo

Lucifero brucia in estate

Eros corre nelle vene.

Placida notte sul fiume luminoso

Indaco di tempesta andalusa

Annate ricche di liquore dolce

Cantando nel sole,

Entrando a fatica sulla bilancia alchemica.

L'autunno attende 

Ardendo le foglie pian piano,

Conoscenza con un prezzo divino

Anima zaffirea divisa in rivoli disadorni

Rosso pretendere in motivi sinistri

Non potendo nascondere le pupille aperte

Eluse il segreto.

Mandala, infiorescenza rivolta sul terreno bruno

Attesa curiosa la nostra,

Good friend,

Remain

And talk to me again.

E l'estate brucia in una notte,

Siblli acuti ci daranno pace e silenzio,

O verremo con le tasche vuote nel sogno eterno:

Talleyrand, vecchio demone grigio,

Talenti e sesterzi furono il tuo credo

Illudere l'illuso

Lama arrugginita sulla cima del muro

Entrando nella pelle infiorescenza primaverile.

E' bianco è questo cielo di Novembre.


India, avrai il tuo Soma

Lunga strada al giardino chiuso in un recinto chiasmico.


Grandiosa profezia l'angelo dette

Reminescenza di vecchi tempi senza legge

Andante e sanguigna

Sorvolando le aperture nel viale

Solchi profondi erano nel muro

Oltre le siepi l'orizzonte riposa sulle frescure del maestrale.


Ben oltre il fiume

Inondando bianco nell'ira spumosa:

Altezza, mi perdoni, io sono suo servo

Nella tua regalità annego le mie pene

Corteggiando la mia vanità

Onda ripetitiva del mare ancheggia nel buio terreno e sabbioso.


Entra, mia adorata;


Letto caldo in questa frescura,

A spegnere le luci ci penso io.


Cara, vienimi vicino,

Attendi nel buio

Riposa in queste lenzuola bianche come le vele

Non ti adombrare nell'inerzia del sonno

E vivi con me una vita solitaria e pacifica e viva.


E qui antichi solstizi si contemplarono


Lontano al disfarsi di confini

Arabesco misterioso,


Concilia il mio inferno

Entra nella casa dell'anima spossata

Non temere

E non tacere

Rifletti sul farsi del giorno,

Elimina le soglie, e la meraviglia cupa ed arsa.


Furono sei giorni di travaglio

Un giorno solo di riposo

Onta dell'onnipotenza

Consoliamoci nel settimo giorno

Ornando le stelle di chiarore salmastro

Salpando a largo mare

Ardendo sull'icona infondata 


Intangibile abitudine fumosa

Raggiante danza di colore

Intonando jazz

Donerai serpentini sguardi ai seguaci

Errante inganno e spiovente truffa.


Benedici questi abissi nebbiosi

Indica la via stretta e terrena

Apri l'arco delle mura

Nascondi l'oro sotto al letto

Cercando di fingere

Astrazioni istantanee

Strane apparizioni di scoscese faglie,

Tradimenti passati in secondo piano

Ritornando a cercare la polvere fina

Ascoltando le voci dei buffoni di corte


Infelici nobili di spirito

Catastrofici risvolti della sorte

Andando a passo d'uomo

Sorvolando molti argomenti

Tornarono a casa

Ostentando fiducia

Non credendo che all'inferno fumoso

Alpi dove la neve è polverosa e cieca

Tormente si perdono nel cielo

Ascoltando le divisioni divine


Nella strada sognavo di giacere con lo sguardo verso la luna

E tu eri lì, col tuo sorriso.

La notte era domestica,

L'aria era calda e mite

Ancheggiando leggera e aeriforme


Controcorrente avrei nuotato

Onde taglienti mi avrebbero annegato

Reliquia del legno

Onta da pagare con una misura di carne:

Non volermi cospargere

Aleggiando con le visioni offuscate


Sisifo scende a valle

A portar su il peso

Non senza rimorsi.

Tenente indiano ci guarda e canta la sera

Alzando la voce verso il cielo


Preghiera verso l'idolatria, pericolosa imitazione

A chiedere quel che si vuole

Ricordo come il cerchio veniva dipinto

Setosa e assetata tu bevevi dalla coppa immonda e amara del sesso

Imitando il maestro estetico,

Martire e testimone della fretta

Occultando gli occhi alla luce

Nascendo e rinascendo fiocamente

Istigando lo strisciare serpentino del corpo

Ascoltando le vene virili ti addormentasti.


D'autunno si sta sulla soglia di casa

E si guarda scorrere a valle 

La pioggia che sconfigge il calore del fiume


Terra bagnata, sole selvaggio e silvestre

Empio vagare femmineo e felino 

Maculato albore

Pietra smussata, fattasi angelo

Odia darti l'addio.


Tu, nelle fiere intuizioni ti trovasti

Andasti con il suono tenue di Debussy

Cantando nel buio fresco

Incidendo immagini sulla pelle docile

Torreggianti albe nell'indaco dorato,

Aspettami o, porta silente sul cielo


Aeriforme travaglio

Tratto il dado oltre il Rubicone

Trucidando i misteri del mondo 1943, in Ginevra

Rilegati in fasci

Ascoltammo le muse

Zollette di zucchero, mucche di cartone

Isotopi nella foresta

Onde a valle sul pastore solitario

Narcotico auditore

Evanescente lealista nell'ombra del sipario


Vistoso teatro greco

Oedipus vide e tacque

Ritorno nell'acqua, primavera primeva

Taragona era calda nella mia mano

Ichtys Iesus Chistos Theus Yios Soter

Ctonie salamandre 

Oro in pioggia di sole, Danae

Sospirava cheta

Attendendo il fumo discepolo di Zeus.


Dio, guardaci dall'alto della luna

Indica le mura del castello


Vedi come si sta a calpestare l'uva

E sentire la grappa correre in gola

Lucida concrescenza dell'ospedale

Iacta est alea, alea iacta est. 


Ofelia ci guarda

Nastro stretto sul braccio

Dimensioni del farsi croce

Amando o non amando, 


Catullo contempla il sale e il pepe di Lesbia

Amante terribile e fredda

Limitrofe all'odio caldo e benevolo

Metamorphosi insospettata

Apollo piange e denigra le ninfe crudeli.



Scorbuto ha visto la nave del capitano

Unita sul piedistallo del miracolo

Lontano il dinniego,


Vate nella torre d'avorio appariscenza superficiale

Irorando il corpo e le dita di strumenti di luce

Seduto sul trono, il Signore

Orienta lo sguardo sulla baia di Fiume


Sorridi, coro benedetto, 

Orrore domestico, alza il passo e corri

Ritornate con me,

Razione di ambrosia con un fine ambiguo,

Informazione è la fine, paura e sentimento

Droga del popolo

Energia acido lysergico

Noradrenalina

Taxidernomia dell'esistente

Estasi del ferro


Ancoraggio sul mare spumoso

Liturgia verdastra

Bluastro è il solco della primavera

Arrangiamento equilibrista in solstizi adombrati


Fare e disfare 

Alessandrine simoniache stomachevoli raccolte di canti,

Soledad tu percorri la spiaggia,

Tu poi divieni pallida al mattino

O mi spingi giù dal letto disfatto.

Spengo le luci e taccio,

O forse mi lascerai giacere supino nel letto,


E il mio corpo dormiente accasciato nel buio riposerà.


Io amo il rossore delle tue guance e tu

Non te ne andare

Torna nel biancore sabbioso di Seattle,

Ricordi forse la vecchia casa?

E dovremo lasciare questo posto abbandonato

Potrei essere spaventato

In fuoco e parola?

Dio disse: Scorri Nella Tempesta

O Ripeti Il Cammino Al Contratrio


Irrita i solchi 

Narrando le vecchie storie

Verrai a vedere:

Ishtar ishtar balla per me

Tigre serpente affascinata

O, seduci questo vecchio,


Entrando nel furore s'è fatta fuoco

Facendo scorrere le vie, perditi sulle ali della colorita, significante

E verdastra estetica del haschish

Sommessa finestra sul mondo

Tangerina e persiana

O forse insaspettato


Terremoto coscienza del sacramento.

Ritorna alla tua chiesa,

Adamantina freschezza del vento

Daphne cambia volto

Io grottesco animale nel buio

Trasformo Apollo in vino

Offro la mia coscienza isospettita


E la prego con furore.


Se solo sapessi come fiorisci

Oltre le siepi la tua anima crolla

Lattea nebbia ci incorona di ciliegi

O Primavera, tieni il mio segreto


Lucifero venera e ripete il dono

Una volta bevuto il vino

Carnefice benevolo e paterno

Inorridito dalla seconda legge

Fomenta il sonno savio e sincero

Effervescenza della città

Rossore ubriaco

Offerto in un sorriso


Bellezza ebbra e fumante

Rosso è il mio vino

Una pallida parodia del reale

Ci abbraccia stretti stretti

In un appartamento, da qualche parte, nel buio

Andando di posto in posto, lezioni di ballo


In un biglietto ho trovato la tua firma

Numero di telefono e tutto il necessario.


E Roma è piena di gatti, dove è la latteria?

Sorridevi e non t'ho visto sorridere che una volta

Ti chiedevi perché siamo venuti qui

A contemplare il vuoto

Tornando eternamente a spingere

E non sapere se fosse meglio.


E vedi la mediocrità,

Rottura tra Dio e uomo, 

O forse ti rigiri nel letto

Spoglia e stanca


Costante reminescenza del sognare

Ospite in una casa di conchiglie.

Ricordo quegli occhi,

Ricordo come dormisti nel buio urbano e caldo

E ti avvicinasti con la quiete nel petto.


Notte che bruci sul tetto erboso

E porti la luna alla soglia che mi è vicina

Le vie conchiuse

La sera s'attarda, l'aereo è fragile e ha un cammino languente

E Maria Antoinietta guarda la testa recisa del figlio


Vero regno di Luigi XVII

E tu sospiri piovosa

Nel fuoco

Estrella, estrella, Ishtar Ishtar.


Potere nella fame 

Luce strategica di Napoleone

A diventare psicologi 

Contro la donna sbagliata

Irorata di tempesta, fine

Dostoyevskyj e Rahmanujan

Ascoltare, mercoledì alle 4.


Non mi tradire, morte mia,

O Tempesta, questo whisky è ambrato

Tienimi la mano pesante

Toccami nel tango argentino

Esquierda, derecha derecha


Sul quadro ci ho dormito nell'angelo

Ulterirore arte a Michelangelo

Lui e il Papa


Forse la cappella Sistina,

Immensa cupola 

Un buon aiuto,

Moriva la quiete 

Uniscimi, uniscimi,


Languisci nell'ospedale

Uniscimi, uniscimi

Misty sideways twist

Incapsulating water driven locusts.

Non potrò imparare qualcosa da te

O forse sono anch'io affascinato:

Silenziosa mente mondana

O, frontiere da scoprire


In una domenica con Magellano

Non vidi il milione di ancestrali divisioni

Dover redimere l'istoria, i pogrom,

Ascoltaci e redimi

Canta con noi nella tempesta

O la fine mi vedrà ardente.


Di coincidentia oppositorum si fece la sicurezza 

Ideologia di decadi, e qui è fresco


Torna con noi, ma non potrai tornare,

E i sogni ci veleranno in Gemini

Momento immediato esperienza 

Pomposo antropomorfismo denigrante

E i grandi dissero con l'autorità della nevrosi

Si sentii sulla fine 

Tango tacti tangere memoria

Arricchire il bene e il male,


Allontanarsi dall'invisibile

Non aspettandosi nulla sull'arco

Dovendo vedere l'occhio si aperse

Antoine guardò la nave, cercando la Balena

Leviatano serpentino violaceo

Ultima sponda del fiume

S'attarda nel delta piovoso

Attempato e scarno.


Attorno il laccio si tese in cerchi rumorosi

Nulla e nulla vi fu prima

Nulla poi e attorno al domo

Attorno alla pelle di bue

Tamburo incostante erbaceo legno di mare

Estende l'ombra salmastra.


Ricordo quando mi persi errante

Incudini di fabbri nel deserto

Con il fiume in piena

Conchiglia onirica e fioca

Helena e l'amante si sposarono

E Walpurgis fu il nome:

 

Dominio della riabilitazione in una luna spaccata

In due metà l'una più scura dell'altra.


Locridiano si fece il canto

Incitando il terrore afono,

Quintessenza effervescente nella musica

Una coltre di polifonie,

Opera alchemica

Ristoro e perdonami padre poiché ho peccato

E nella mia mente è tutto fatto e disfatto


Disadorne invisibli reti

Ospizio de'poveri

Legno preteso al trono 

Cascate invertite in coraniche mietiture 

Escatologica è l'incudine


Correnti marittime salpando con le vele arrovescio

Addentrandosì nel lago riordinando

Notturne reminescenze

Taciturni spasmi, inquietudine nera

Accogli questo passo di uomo sulla luna

Nascondiglio che porta lontano

Dove il sogno con le ali bruciate 

Orienta la polvere in grumi


Nascendo alato il figlio

Eleva il morto nella bara

Levante al cielo cinereo

 

Sospiroso olmo infranto da Jovis

Oro hai tra le foglie l'autunno

Lentamente spogliando l'avere sul petto

E tacendo bruci con la rugiada nel camino.


E nella campana del saggio 

Narcotizzando il dolore,

Traslucente immagine del sole

Ritornando a una vita silente 

A scorrere nella valle nascosta

Narrando le brevi vite dei folli

Durante il disfarsi della rugiada

Ofelia scorre e scorre


Al passo di more e fragole acerbe


Farfalle in estate, perse nel fiume

Arido e quieto e salmastro

Toccando il mare disadorno

Inquisitorie colonne degli alberghi

Costosa arcuata femminea architettura

Ascoltando il silenzio della notte 


Superiore rosastro mondo

Ulteriore chiostro nella neve

Lago incastonato in magmatiche faglie focose

Lusitane nebbie coprendo l'aureo folklore,

Attempato alchimista a coprire l'oro delle spade.


Biforcandosi le strade in bivi scoperti

Immacolata nella neve

La Luna lacrimosa 

Ardeva sinistra

Nonostante le stelle non dormissero ancora

Corsicarsi nel freddo

Inoltrandosi in vizi

Arcuando la stessa storia.


Attenzione penetrante ai dettagli,

Luna riflessa nel vuoto,

Calando sul mare di nulla

Helena guardò il cupo alabastro

Emaciato e sanguigno

Matematica certezza del divenire

Incanalando concrescenze irose

Conoscenza profonda delle rose.

Ascolta, non possiamo.


L'ultimo capitolo si spense

A scriverlo ci mise un mese

Trauma di Kafka sul balcone freddo

Trama del padre

E respira, nuotando


Dolore e la fine del sonno

Oltre l'autunno del fragile

La morte del fiume

Cospira contro di me, Seneca

Esecuzione col pugnale nel cuore, mela.


SARABANDA tormentata

Ultimando la fame

La morte dei servi

L'epilessia si fece

A scoprire i demoni


Scoprimi e deludimi

Ispirami, Napoleone

Entra togato nell'auditorio

Potente tirranno

Ecclatante strada bagnata di notte

 

Sono stato dall'altra parte di quello sguardo

A contemplare innumerevoli possibilità estetiche:

Casto è il tuo vedere,

Rannicchiato apostolo del fiore in autunno

Ascolta la luce astratta che brilla sul viso


Ascolta il sommesso parlare

Tacite sorti intrecciate in un chiostro

Talenti e sesterzi il credo dello zoppo e barbuto e chino.

Entrare nella casa,

Mantello scuro di feltro

Posando il bicchiere di vino

Addocchiò l'angolo acuto della stanza

Tornando all'uomo barbuto

Ombra china e nera


Ecco questi occhi, tu prendili:

Ricordo che ne custodivi l'avarizia cieca

Battaglioni fuocosi e profumati

Intrecciati col virore primaverile

Vorticando verso il sole lontano la fiamma

Occupa le tue pupille

Rilasciami davanti al chiarore iroso

Oltre l'Unità della notte.


Sinistre lune si posero sull'autunno

Incontrando dune sanguigne


Contagiando il siero 

Ruminando 

Conclamando la regina Elisabetta

Cresta dell'onda rivoltosa

Ispiritita nell'afa in agosto

Arido paese di querce


Entrando oltre la soglia


Sottile è il velo 

Il calore solare mi abbraccia


Come una pioggia argentina

Helena rossa e divina

Istiga il mio volere.

Una notte i suoi capelli biondi

Danza di perle

Estate inoltrata sul suo viso,

 

Nel chiarore che illumina furente le tormentose falci

Erotica e rivelatrice bruciavi,

La tua stella fremeva avara

Labbra ricurve in un sorriso parlavano migliaia di lingue,


Autunno

Casto e sospeso sulla fune

Quesito insolvibile del tuo fogliame, 

Unità a cui si giunge corteggiando;

Aspre sono le porte del tuo volere


Piegandosi curiosa la tua schiena

Incuspidisce sul mio spingere meccanico

Organica orgia di tesi battaglioni

Viandanti in te,

Aprono le tue finestre e il vetro.

Nascondi il tuo colore, rosso cremisi e sangue

Accogli l'arrivo con fervore .


Coltre nebulosa dove sarà mai il mistero

Oltre il razionalsimo luciferino

Nascendo colto e cantore di vestige

Ornava la coltre di topi.

Si sta bene sull'ala del fiume

Contemplando il solstizio,

Errare lontano sulla scala

Nutrendo il corpo sulla via spirituale

Zefirea aurea e fertile

Ascolti il mio delirare nella notte


Con le stelle il vento bisbigliava

Onorando l'arrivo lunare

Nel lupanare le volpi ridevano di te


Un solo colore ebbero le  scuri

Nel rosso divagare l'altezza dell'anima


Phoebe scorreva a valle

Riposando gli occhi sulla costruzione celeste

Elargendo il mercanteggiare sul fuoco

Zaffiri e rubini portarono lontano la fortuna

Zenzero e spezie furono sulla nave di legno

Oltre la montagna si vide l'ordinaria umanità


Annidata in uno spazio ameno

Nasce il chiarore binario nell'ambiguità

In un dividersi e sfarsi inalzarsi

Menta e neri castelli furono sul chetarsi medievale

Attrazione verso il rimorso familiare


Zolfo nel camino

Aprirsi di soglie femminee

Faust coglie il solcare serpentino

Fantasmagorica presenza caprina

Isolata e storica coincidenza 

Reminescenza matricale

E il conosciuto non è sufficiente,

Abdicare al ruolo solitario di sconosciuto


Dipende dalle tendenze oscillanti del folle

Irradiato di sensibilità

Vistoso nel suo chiudersi l'indentro

Ispirando lentamente come le locuste bibliche del libro

Sostrato di un ancheggiare ancestrale 

Attende il volubile segno negli occhi


Irresponsabile desiderio di essere colti 

Nella rete invisibile dell'altra


Ridendo con un cosmologico andirivieni

Infucoato incedere del passo di marcia

Virente fascino che inghiotte la testa prima di inglobare il corpo

Oltre le coste normanne fu vista quella dottoressa

La croce rossa sul voto.


Dentato marciume

Islamici che gridano alla gloria di Allah

Sciiti e Sunniti fratricidi come Caino

Abele ha sacrificato la storia

Damocle la spada arruginita,

Offerse il ferroso disdegno

Rispondendo a Wagner sulla questione Ebraica

Noi e gli altri nel mezzo dell'identità

Irascibile confine concavo sfinire


Ricostruzione, fretta di riordinare

Ossa nelle catacombe

Suor Maria non conosce peccato

Sulle ciglia ha gli occhi cerulei del mattino

Ode a Gilbert nel concausarsi del presentimento


Piangendo nell'aura mattutina

Ricercando l'asfalto fresco

Ecate dal di dentro mi vide

Tangendo la tua metà più bassa sanguiavi dagli occhi

Esperienza della follia ripetuta

Nasale disperazione nella lotta possibile

Dentata entrata nell'oscurità che pronunci giuramento

E tento di tocccarti la mano,

Respirando nel silenzio

Effemminato del mattino


Proiettili verso il centuplice mostro

E ho visto i sei occhi delle sirene

Ridisposto predisposto all'ascolto della plebe

Scorrendo nel soccorrersi della menzogna

Occorrendo in una molteplicita verginale


Incantando il solare interno 

Nascondeva uno specchio alato e contorto


Ma la sua donna non era una rapprensentazione triangolare

Ostinato a percorrere il sogno nella pianeggiante solitudine

Trovato e risolto in un inseguire la morte

Irruginaita aurea cupola terrestre

Vigna di soli incostanti e delicati

Irradiata di pioggia ricolma.


Sirio giaceva sulla pianura fulminea

Iovis tingeva la pelle di bianco acuto

Nilo in alluvioni crepuscolari

Irrigando le soglie del grande sole

Sale e pepe dall'oriente crebbero sul sentiero

Talassocrazie alzarono il viso bluastro dalla capanna

Rivoluzioni nel teorizzare la luna 

Io vedo miglia e miglia in te


Non cercare la magia del mondo in questa rappresentazione

Occultando il sorriso selvaggio

Non vi furono vendette,


Per le sette generazioni di Caino fratello luciferico

Oscurando il sacrificio del Nilo

Teutone s'è fatto il nostro faraone

E disfarsi da lui sul fare le croci

Nel rossore dell'eclisse l'eglise si aprì una rosa nel terzo occhio

Divina la tua bocca 

O mia adorata frecura azzurra l'oro dei tuoi campi colgo


Neutro nel tuo calore

Aspetto le tue mani 

Sulla fronte e il verbo crescere sulla siepe

Colline di grano che ci trapassano come un pugnale

Oro e argento ci fecero uno

Nel matrimonio tu pagasti il prezzo,

Deserto era il nostro convento

Erranti i nostri pastori

Relegarmi nei tuoi fianchi fertili

E le ginocchia soffrono nella chiesa di giuste vie.


La nostra fascinazione si frange sulla sera

Entrando oltre la sublime porta


Pura e casta tu guardavi lontano

Una chiesa cristiana coi tuoi occhi di legno

Ponderando l'incantesimo colorito del tuo principe

Ieri ero ragazzo e ora regno sulla pioggia serale

Laudo il campo amorevole e lieto

Le strade della neve

Ero vecchio e conoscevo nulla


Accendendomi con la musica

Presto mi guiderai cieco e il tempo macina i semi

E verso la fine tu rifiutasti 

Ripetendo questo finale

Terminare la volubile simbiosi

E l'amore è finito e il trasgredire il recinto


Eliminare le discussioni infinite

Le ripetizioni costruttive del morire

Unendosi verso il bacio

Sinistro il braccio e penultimo questo dito

E questo solo ripetere


Insodisfatto di penetranti mura

La città che freme ed evolve


Si rifece con l'anello dorato

E le questioni di astrologia si risolsero,

Gradiosa successione,

Rosso vestito di carne in un decadente dimenticare

Estroversa solitudine

Tacita collisione

Ostracizzando l'indivisibile.