Una famiglia alla "Mulino Bianco"
 
Famiglia felice: molte persone, cercando di rappresentarsi questo concetto, finiscono spesso per immaginarsi un ideale di famiglia perfetta, alla “Mulino Bianco”, per intenderci.

Se ti trovi in questa sezione vuol dire che hai valutato il rapporto con i tuoi cari in termini positivi, che reputi la tua situazione familiare serena, gioiosa, ricca di affetto, di stimoli… ma la tua non è affatto una famiglia “perfetta”, dico bene?

Come forse avrai intuito, si tratta di un trucco. La vera famiglia felice non è infatti quella in cui va sempre tutto bene e le persone non sono mai in disaccordo tra loro.

Al contrario, una famiglia felice è quella che sa affrontare in maniera consapevole e compatta anche i momenti critici, le sfide che la vita ci pone di fronte, dando spazio alla condivisione di ogni genere di emozione, sia positiva che negativa.

Secondo il “Dizionario di Antropologia”, la famiglia è definibile come “un nucleo sociale rappresentato da due o più individui” (senza alcuna specificazione di genere), “legati tra loro col vincolo del matrimonio, con convivenza, unione civile o da rapporti di parentela o di affinità”. Una definizione dunque molto più ampia rispetto alla “classica” concezione di famiglia.

Appare in ogni caso innegabile che, negli ultimi decenni, siano emersi nuovi modelli, nuovi paradigmi di famiglia. In maniera analoga, si è verificato un profondo mutamento dei ruoli di genere. Senza dubbio, la donna non si riconosce più solo ed esclusivamente nel ruolo di “angelo del focolare”, così come l’uomo non viene più considerato il “pater familias” in senso tradizionale.

Al di là di ogni definizione, la famiglia è certamente il primo nucleo in cui l’individuo impara a sviluppare le sue future modalità di contatto con il mondo. Essa rappresenta il primo approccio con ciò che è “altro da sé”; un microcosmo in cui si apprendono le regole della convivenza con gli altri, la capacità di confrontarsi, il rapporto con il dare e il chiedere. È il primo luogo dell’apprendimento, in cui ci viene insegnato a sviluppare pensieri, comportamenti, emozioni – e in certi casi anche dipendenze – che tenderemo a riprodurre da adulti, nel corso della nostra vita.

Ma al di là delle definizioni, quali sono gli elementi che caratterizzano una famiglia felice?

Proviamo a fare un paragone “culinario”.

Immaginiamo di voler preparare una pietanza gustosa.

Bene, come prima cosa consulteremo il nostro libro di ricette e cercheremo di procurarci tutti gli ingredienti indicati in essa. E dopo? Basterà metterli tutti insieme, mischiandoli tra loro senza criterio, per ottenere il nostro piatto?

Certo che no! Sarà necessario amalgamare gli ingredienti nel modo giusto, valorizzando appropriatamente ciascuno di essi, evitando che un sapore possa prevalere, “soffocando” tutti gli altri, rispettando infine i tempi e le fasi di preparazione di ciascun elemento che concorrerà alla realizzazione del nostro piatto…

Fuor di metafora, la “ricetta” per una famiglia felice consiste proprio in questo: nella valorizzazione individuale di ogni singolo membro e, allo stesso tempo, nel riuscire a trovare il modo giusto di “amalgamarsi”, di funzionare bene insieme.

Esistono, a questo proposito, una serie di accorgimenti molto utili che possono favorire un clima domestico più sereno, sano e collaborativo.

1. Regole e ruoli

In famiglia è necessario stabilire dei ruoli, tuttavia essi non devono essere considerati come dei paletti rigidi e immutabili, ma piuttosto come dei punti di riferimento dinamici. È bene infatti che ciascun membro possa fare affidamento reciproco sugli altri, a seconda del momento e della necessità, evitando che sia uno solo di essi a sobbarcarsi le difficoltà dell’intera famiglia. In tal caso, si andrebbe incontro al serio rischio di creare un meccanismo di dipendenze poco sane che potrebbero intaccare l’armonia familiare.

Anche stabilire regole e predisporre un’organizzazione efficiente delle “attività familiari” sono fattori che possono incidere positivamente sul clima domestico.

Programmare – con la necessaria flessibilità – lo svolgimento della giornata, affidando a ciascuno un compito o una commissione (la spesa, le pulizie di casa, il preparare la tavola, l’aiutare i bambini a terminare i compiti di scuola) può aiutare i membri della famiglia a sentirsi non solo più uniti e sinergici, ma anche più responsabilizzati ciascuno verso l’altro.

2. Condividere emozioni, confrontarsi, saper ascoltare

La vita non è tutta rose e fiori, lo sappiamo bene, nemmeno quando si tratta della famiglia più felice e unita che potremmo immaginare.

È importante dare spazio ai momenti di condivisione delle emozioni, anche e soprattutto quelle conflittuali. La mancanza di confronto, protratta nel tempo, può generare infatti un’escalation di incomprensione e chiusura; senza contare gli effetti negativi che tale atteggiamento avrebbe sui bambini, che potrebbero sviluppare un’incapacità di decodificare ed esprimere le emozioni, convincendosi per di più che non valga la pena confrontarsi sulle questioni importanti.

Ciascun membro della famiglia dovrà sentirsi incoraggiato a esprimere liberamente il proprio punto di vista; in tal modo si sentirà non solo valorizzato come individuo, ma anche parte di una realtà familiare unita e affiatata.

Vale anche per i bambini! Ascoltateli, date importanza alle loro opinioni, li farete sentire considerati, importanti, accrescendo la loro autostima.

3. Chiarezza nel definire valori e aspettative

A proposito dei figli: non date per scontato che essi – soprattutto se piccoli – comprendano immediatamente quali siano i vostri valori, il vostro posizionamento rispetto alle questioni fondamentali della vita. È necessario parlare con chiarezza di quali sono i vostri valori, come individui e come famiglia, anche e soprattutto attraverso le azioni e i comportamenti, in modo da trasmettere al bambino o al ragazzo una coerenza di fondo.

Esistono poi le inevitabili aspettative, che ogni genitore nutre nei confronti dei propri figli. L’importante è che queste ultime non vengano confuse con i desideri e le speranze irrisolte, che molto spesso – purtroppo – gli adulti tendono a proiettare sui giovani, in particolare sui propri figli.

Parlare dei propri valori e dimostrarli attivamente con il proprio esempio di vita, riconoscendo e rispettando però sempre la diversità e la soggettività specifica dei propri figli, li aiuterà a sentire una base solida su cui fondare e costruire i propri personali valori di vita, qualunque essi siano.

4. Dedicare tempo a stare insieme… e a stare da soli

Riuscire a ritagliarsi dei momenti per svolgere delle attività come famiglia è molto importante per preservare il senso di unità tra i membri.

Può trattarsi della semplice abitudine di mettersi a tavola tutti insieme (che è anche un’ottima occasione per parlare e confrontarsi), di pianificare periodicamente delle gite insieme, ma anche di organizzare qualcosa “fuori dagli schemi”, come un viaggio-avventura per tutta la famiglia.

L’importante è che tali occasioni rappresentino opportunità di svago, di divertimento, di fuga dallo stress quotidiano, tanto per i ragazzi che per gli adulti…

I quali, ogni tanto, è bene che trovino anche del tempo da dedicare a se stessi, alla propria intimità, sia individuale che di coppia. Questo è importante per evitare che si crei un clima di costrizione e oppressione, in cui i membri della famiglia non riescono più a godere della reciproca compagnia, poiché sentono di non avere abbastanza spazio per sé e per le proprie esigenze individuali.

Il fondamento di una famiglia felice dovrà invece essere quello del piacere dello stare insieme, sempre nel pieno rispetto e nell’equilibrio delle diversità e delle necessità reciproche.